Midterm, venti forti da giù

Mentre prosegue, verso il sud repubblicano, il nostro viaggio nelle elezioni di midterm americane, si moltiplicano i sondaggi che cercano di definire il mood dell’elettorato a livello nazionale. Rispetto alla scorsa settimana non è cambiato moltissimo. Il distacco tra i due partiti nel generic ballot continua a oscillare intorno al 7 per cento a favore del Gop. I democratici guadagnano qualcosa al Senato, migliorando le proprie posizioni in alcuni stati considerati toss-up (Washington, Colorado, West Virginia). Leggi tutti gli articoli sulle elezioni a sud di Larry Silverbud
17 AGO 20
Immagine di Midterm, venti forti da giù
Mentre prosegue, verso il sud repubblicano, il nostro viaggio nelle elezioni di midterm americane, si moltiplicano i sondaggi che cercano di definire il mood dell’elettorato a livello nazionale. Rispetto alla scorsa settimana non è cambiato moltissimo. Il distacco tra i due partiti nel generic ballot continua a oscillare intorno al 7 per cento a favore del Gop. I democratici guadagnano qualcosa al Senato, migliorando le proprie posizioni in alcuni stati considerati toss-up (Washington, Colorado, West Virginia). Per i repubblicani, invece, aumentano ancora le chance di conquistare la Camera, visto il frenetico moltiplicarsi dei seggi democratici che vengono giudicati competitivi in questo ciclo elettorale.
La dinamica delle corse più incerte, comunque, è ancora estremamente fluida. Ed è troppo presto per sbilanciarsi in previsioni definitive. Resta, fortissima, la sensazione che il clima generale sia estremamente sfavorevole al partito che attualmente controlla Casa Bianca e Congresso. E per annusare i contorni di questa “rivolta antidemocratica”, non c’è niente di meglio che una gita a Dixieland.
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di Larry Silverbud